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Aureoboletus gentilis (Quélet) Pouzar 1957

 

Aureoboletus è un genere creato da Pouzar che presenta in Europa questa sola specie. Si riconosce facilmente dal cappello viscido, dal colore giallo intenso dell'imenio e dal colore della carne.

Blum nella sua monografia “Les Bolets” del 1962 , chiama  questa specie  come  Boletus cramesinus  Secretan, indicando una sua varietà "gentilis" che si differenzia dal tipo per i suoi toni meno rossi sia sul pileo che nello stipite. 

Leclair  e H. Essette  in “Les Bolets” del 1969 lo presentano come Boletus (Xerocomus) cramesinus Secretan e scrivono che "questa specie ha due aspetti opposti, Il primo tipo è robusto, dallo stipite panciuto e attenuato alla base; il secondo tipo è gracile dallo stipite cilindrico, ricurvo flessuoso. Tutti e due hanno la stessa ornamentazione dello stipite, giallo chiaro in alto con toni rossi verso la base e fibrille longitudinali". Alcuni autori separano  le due forme e chiamano la forma gracile Boletus gentilis (Quelèt). "Avendo raccolto a pochi metri di distanza le due forme, noi siamo convinti  che esse siano una sola specie. La colorazione viva esiste sia sulla specie gracile sia su quella più robusta".

Breitenbach e Kranzlin lo chiamano Pulveroboletus gentilis (Quelet)Singer = Pulveroboletus cramesinus (Secretan) Moser.

Sinonimi:

Boletus cramesinus Secretan, 1833

Boletus gentilis (Quélet) Saccardo, 1888

Boletus tenuipes (Cooke) Massee, 1892

Xerocomus cramesinus Secretan : Gilbert 1931

Xerocomus gentilis (Quélet) Singer, 1942

Pulveroboletus gentilis (Quélet) Singer, 1945

Pulveroboletus cramesinus (Secr. ex Watling) M.M. Moser ex Singer, 1966

Pileo: di dimensione fino a 6-7 cm, dapprima emisferico, in seguito convesso, dicolore rosa pallido a ocra, con tinta rosata più o meno pronunciata, distintamente viscoso. 

Imenio: formato da tubuli di colore giallo brillante, immutabili quando esposti all'aria. Pori di colore giallo brillante, immutabili al tocco. 

Stipite: Cilindrico pieno, clavato, attenuto alla base, per lo più di colore giallo brillante e spesso più chiara verso la base, a volte quasi interamente color crema, spesso in punti con sfumature dal rosato al brunastro.

Carne: biancastra o crema, sempre più o meno rosata sotto la cuticola, spesso macchiata vinacea nella base dello stipe, immutabile quando esposta all'aria. Odore e sapore non caratteristici.

Basidi: tetrasporici di 25-35 x 8-10 micron

Cistidi: cheilocistidi e pleurocistidi 40-60 x 8-15 micron

Spore: polvere sporale di color oliva, con spore lisce, con guttule di 10,5–16 × 4,5–6 micron.

Habitat: di boschi di latifoglie, micorrizici di querce (Quercus) e faggio (Fagus).

Note: Questo fungo raro è stato ritrovato il giorno 09/11/2019 nella pineta di Castel Fusano. A prima vista l'Aureoboletus gentilis si può confondere con Xerocomus persicolor che ha un colore leggermente differente con cuticola del pileo secca, carne blu e pori blu al tocco.

 

Andrea Brunori - Paolo Avetrani
 

 

Spore

Cistidi