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Becker Georges (1905-1994)

 

Georges Becker, latinista, poeta, giornalista, micologo, deve essere considerato un naturalista e uno scrittore di gran classe. Celebre è una sua frase: "Se fossi Dio avrei, per i naturalisti, un’indulgenza particolare ed affermerei: Ecco persone che hanno saputo apprezzare la Mia opera. Sono così poche che bisogna aprire loro la porta senza giudicarle".

Cultore di musica classica, pianista mancato per la frattura di un pollice, ebbe modo di conoscere il grande compositore Ravel. Del maestro ricordava sovente questa divertente massima: "La tradizione è il saper tutto ciò che è stato fatto per poter fare qualche altra cosa".

Becker, proveniente da una famiglia di commercianti, nacque a Belfort nel Jura nel 1905. Dopo aver frequentato il locale liceo si trasferì a Lione per studiare lettere e seguire, nello stesso periodo, il corso di armonia presso il locale conservatorio.

Dopo aver conseguito la laurea in letteratura, nel 1927, iniziò la carriera di insegnante nelle scuole secondarie a Mirecourt e collaborò anche con il quotidiano L'Est Républicain. Nel 1934 fu chiamato al Collegio Cuvier a Montbéliard.

Dopo aver insegnato lettere in licei di diverse località, nel 1949 viene trasferito vicino al suo paese natale, ove risiederà fino all'età del pensionamento.

La passione per la micologia iniziò grazie a F. Bataille (1850-1946), che era un amico di famiglia e che gli fece muovere i primi passi verso lo studio dei funghi. Nel 1922 all’età di 17 anni Bataille lo presentò alla S.M.F. di cui divenne membro. In essa verrà eletto presidente dal 1976 al 1979 e nominato membro onorario nel 1982.

Dal 1937 G. Becker aveva iniziato a frequentare le riunioni a Parigi della S.M.F. dove ebbe modo di conoscere Huijsman, H. Romagnesi e R. Heim, del quale divenne amico. In questo periodo lo stesso Heim invitò Becker a scrivere sulla "Chronique de l'amateur", una rubrica inserita nella "Revue de Mycologie". Quando questa cessò la pubblicazione, molte delle sue brillanti cronache videro la luce sia nel B.S.M.F. sia in altre riviste scientifiche.

Nel 1937 era stata fondata la Società Micofila del paese di Montbeliard della quale G. Becker divenne presidente onorario. Insieme ad Heim nel 1939  organizzarono, per conto della Federazione Micofila del paese di Montbeliard, la sessione annuale della S.M.F..

All’inizio del conflitto mondiale Becker entrò a far parte della resistenza e al termine della guerra ospitò a casa sua, Heim che era stato deportato a Mauthausen.

Nel 1946 le attività della SMF riprendono ed il congresso annuale si tiene a Montbéliard. Una giornata di questo convegno fu dedicata alla memoria di Quelèt con la posa di una targa commemorativa sulla sua tomba. In occasione di questo convegno della S.M.F., Heim lo convinse a mettere a profitto la sua esperienza di micologo.

Fu così che Becker, nell’ottobre del 1953, con una tesi intitolata "L'ecologie des champignons superieurs", discussa alla Facoltà di Scienze Naturali di Besançon, ottenne il titolo di “dottore dell’ università”. In essa mette in evidenza l’importanza delle micorrize e dei fenomeni simbiotici.

Dedicatosi alla vita politica, nel 1958 fu eletto deputato del Doubs.

Tutti i suoi lavori sono scritti in modo delicato e intelligente. Di questi si ricordano:

1. La vie privée des Champignons, prefazione di Roger Heim, Stock 1952, riedito nel 1975.

M. Josserand commenta: “questo lavoro è scritto non solo con la penna di un poeta, ma con la conoscenza di un micologo praticante carico di emozione e sentimento. Un mondo paradossale dell'architettura dei funghi”.

 

2. La Mycologie et ses corollaires: une philosophie des sciences naturelles (Paris, 1974).

Di esso sempre Josserand scrive che “Il libro è delizioso e presenta una raccolta di brevi cronache che hanno a che fare con i corollari della micologia”.

3. Le gratin des champignons (Glénat, 1986)

Il libro è stato scritto in collaborazione con l'illustratore Roland Sabatier, nato nel 1942 nel dipartimento del Doubs e laureato in architettura all'Università di Parigi. Secondo Sabatier, anche lui membro della S.M.F., i funghi "sono dei personaggi che ci parlano e diventano simpatici, o inquietanti".

In questo libro i funghi più comuni nelle nostre foreste e dei nostri prati, vengono ritratti e disegnati su tavole caricaturali. In esse vengono messi in evidenza i tratti di personaggi principali, il loro habitat, il loro stile di vita e naturalmente la loro edibilità. Il libro è una guida di identificazione notevolmente documentata, descritta da Georges Becker. È diventato un classico per la sua galleria di ritratti micologici dove è urgente camminare, prima di prendere il coltello e il cestino.

Gli ultimi anni di vita di questo raffinato poeta della micologia furono molto tristi per la perdita quasi contemporanea di una figlia e della moglie.

A conclusione di queste poche righe, si riporta quanto scrisse su di lui l’amico Heim: "L' universalità del suo spirito si estende in tutti i campi: le lingue antiche, la musica, la pittura, l'arte di coltivare il giardino e il frutteto. Ma l'originalità più eccezionale del suo spirito consiste nell'aprire le finestre nella vita degli esseri che egli ama".

Si potrebbe definire: “vero spirito rinascimentale”.

Nel 1962 Huijsman, gli dedicò un fungo “Amanita beckerii”. (Disegno dal sito: http://www.amanitaceae.org/?Amanita+beckeri)

 

Andrea Brunori - Paolo Avetrani