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Gomphus clavatus (Persoon) Gray 1821

 

Questo basidiomicete appartiene al genere Gomphus della famiglia delle Gomphales. Il primo a descrifverlo fu J. C. Schaeffer nel lontano 1774 e gli attribui il binomio Elvela purpurascens. Da allora ha avuto diversi nomi scientifici. Anche se non strettamente correlato ad essi, nel 1947, fu da A. H. Smith ad inquadrarlo tra i funghi appartenenti al genere Cantharellus.

Nel 1781 il naturalista austriaco Wulfen gli dette il nome di Clavaria elveloides. Riferì che "è apparso nelle foreste di abeti intorno a Klagenfurt nel mese di agosto ed è comune in tutta la zona". Inoltre raccontò che "i poveri lo hanno mangiato e gli hanno dato il nome locale di orecchio di lepre".

Nel 1796, Persoon lo descrisse come Merulius clavatus. Aveva notato che cresceva in luoghi erbosi nei boschi di conifere e scoprì che era la medesima specie descritta da Schaeffer.

Il botanico S. F. Gray nel 1821 usò lo stesso nome di Persoon, trasferendolo però al genere Gomphus, considerando G. clavatus come specie tipo. Gray coniò il nome "Clubbed gomphe", sebbene attualmente in Inghilterra è conosciuto con il nome volgare di "gallinaccio viola".

La ricerca dei primi anni 2000 con l'uso delle analisi filogenetiche del DNA e di caratteri basati sulla morfologia ha condotto alla conferma del nome del genere in Gomphus. 

Gomphus clavatus è comunemente noto come "orecchie del maiale", per la parte inferiore viola e la parte superiore giallastra dei corpi fruttiferi. Qui in Italia è conosciuto dalle popolazioni montane come, "fungo della carne", per la sua consistenza carnosa e dal sapore buono. Queste caratteristiche erano conosciute perchè in tempi di scarsa disponibilità di carne, il G. clavatus era particolarmente ricercato. Nella lingua sherpa del Nepal il fungo è denominato "Eeshyamo" ("suocera"), in quanto il corpo fruttifero imponente ricorda quello di una suocera. Figura che ha un ruolo dominante in una famiglia Sherpa.

Sinonimi:

Elvela purpurascens Schaeffer 1774

Clavaria elveloides Wulfen 1781

Merulius clavatus Persoon 1796

Cantharellus brevipes Peck 1880

Neurophyllum clavatum (Persoon) Patouillard 1886

Corpo fruttifero: carnoso, di aspetto inizialmente cilindrico conico e poi claviforme con ramificazioni, appiattito nella parte superiore. Gregario, gli esemplari sono spesso riuniti in gruppi (3-5) saldati tra loro. Inizialmente di colore lilla e con colorazioni ocra a maturazione.

Imenoforo: sui lati esterni si trova l'imenio pliciforme formato da false lamelle o vene colorate da violetto o carnacino.   

Pseudostipite: il corpo fruttifero penetra nel terreno con un piccolo stipite liscio concolore che tende al bianco verso la base.

Carne: consistente bianca. Odore debole, sapore dolce negli esemplari giovani, amarescente in esemplari maturi. Ottimo commestibile

Spore: polvere sporale ocra con spore ellittiche rugose di  10–14 X 5–7.5 micron.

Habitat: specie simbionte di conifere non molto frequente in estate-autunno.

Tavola di Schaeffer, J.C. 1771. Fungorum qui in Bavaria et Palatinatu circa Ratisbonam nascuntur Icones. 3:201-300

Ingrandimento delle pseudolamelle

Spore

 

Andrea Brunori - Paolo Avetrani