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L'iconografia micologica di Delile

Nel 1895 sul Bulletin della” Société Botanique de France” comparve una nota sull'opera micologica di Delile (1) a firma di De Seynes (2).

In questa nota, De Seynes riferiva che l'istituto di Botanica della università di Montpellier, stava procedendo all’acquisto di una importante collezione di cinquecento acquarelli sui funghi raccolti tra il 1825 e il 1845 nella regione.

Queste tavole, sotto la direzione di Delile, erano state accuratamente eseguite dal pittore naturalista Node-Véran (3).

Anche se Delile si interessò ai funghi in modo marginale, rispetto alle sue attività botaniche, quei disegni avevano raggiunto un ottimo grado di perfezione sia artistica sia scientifica grazie alla notevole precisione dei caratteri macroscopici riportati.

La collezione citata si trovava in possesso della Facoltà di Scienze di Tolosa e molti disegni erano stati inseriti nel “Dizionario di Botanica” edito da Hachette.

Altri acquarelli della medesima raccolta erano stati usati da De Seynes quale corredo della sua tesi sulla “Flore Mycologique de Montpellier” scritta per il conseguimento della libera docenza in scienze.

Questa iconografia è interessante principalmente per lo studio della flora micologica locale e le cinquecento tavole che la compongono sono accompagnate da numerose note.

I funghi a lamelle sono quelli maggiormente rappresentati. Poche le specie comuni. Secondo un ordine d’importanza, vengono in seguito, un buon numero di poliporei, diversi ascomiceti ed infine un piccolo numero di gasteromiceti.

Diversi i micologi che negli anni successivi hanno studiato queste tavole. Boudier (4) nelle sue ricerche vi trovò 10 nuove specie.

In onore di Delile, Montagne (5) nel 1843 gli dedicò il raro Gyrophragmium delilei e De Seynes nel 1901 coniò il binomio Marasmius delilei.

 

(1)Alire Raffeneau Delile (1778-1850)

Botanico francese nato a Versailles che compì gli studi giovanili presso il Collegio di Lisieux a Parigi.

Ammesso alla Scuola di Sanità, in seguito fu aggiunto come botanico alla campagna militare d’Egitto, condotta da Napoleone Bonaparte, ove ebbe la nomina a direttore del Giardino botanico del Cairo.

Nel 1802 fu nominato vice console a Wilmington nella Carolina del Nord. Al suo ritorno in patria, nel 1809, conseguì la laurea in medicina all’università di Parigi.

Dal 1819 fu nominato professore aggiunto di storia naturale presso la

facoltà di medicina di Montpellier.

 

(2)De Seynes Jules (1833-1912).

Botanico francese nato a Montpellier. Medico e appassionato micologo, professore aggiunto presso la Facoltà di Medicina di Parigi.

Presidente della Società Botanica di Francia, stranamente non figura tra i fondatori della S.M.F., alla quale si iscrisse nel 1887 presentato da Boudier e Costantin; ne sarà eletto presidente negli anni 1899 e 1900.

Nel 1910 fu chiamato a presiedere la prima sessione del “Congresso Internazionale di Botanica” che si svolse a Parigi, di cui Perrot ne fu segretario.

La sua opera più importante è "Essai d'une Flore mycologique de la region de Montpellier et du Gard" - Paris 1863 -. In questo lavoro, basandosi sul colore della polvere sporale, opera una divisione dei funghi a lamelle in due soli gruppi:

- cromosporei, a polvere sporale colorata;

- leucosporei, a polvere sporale bianca.

Fries, in passato, aveva distinto i primi nelle seguenti serie:

- Hyporrhodii, a polvere sporale rosa;

- Dermini, a polvere sporale bruno ferro;

- Pratelli, a polvere sporale porpora;

- Coprinarii, a polvere sporale nera.

 

(3) François Node Veran (1776-1852).

Pittore naturalista noto per i suoi acquarelli di piante e fiori che lavorò per 39 anni presso il “Jardin des plantes di Montpellier”.

 

(4)Boudier Jean Louis Emile (1828-1920).

Nato a Garnay (Eure et Loire). Dopo un tirocinio nella farmacia del padre, iniziato all'età di dodici anni, s'iscrisse alla Scuola Superiore di Farmacia di Parigi. Nel 1852 ottenne il diploma di farmacista di prima classe, grazie al quale ebbe la possibilità di esercitare la professione in proprio ad Enghien (Ile de France). Questa attività però durò poco tempo; in seguito si trasferì a Montmorency occupandosi della farmacia del padre fino al 1878, quando, abbandonata la professione, si dedicò completamente agli studi micologici. Nel 1914 si ritirò in casa delle sorelle, a Blois, dove visse fino al termine dei suoi giorni. Fondamentali furono i rapporti avuti in gioventù con Léveillé, che viveva anch’egli nei pressi di Montmorency e la cui amicizia gli trasmise la passione per la micologia.

Molto attivo, nel 1854, fu tra coloro che fondarono la Société Botanique de France, della quale assumerà la presidenza nel 1901.

Nel 1884 concorre alla fondazione della S.M.F. della quale ricoprirà la carica di vice presidente negli anni 1885-1886; in seguito presidente, presidente onorario e infine nel 1903 membro onorario.

Nel 1910 il governo francese lo nominò Cavaliere della Legion d'Onore per meriti scientifici.

La prima pubblicazione di Boudier a carattere micologico si intitola "Les champignons au point de vue de leurs caractères usuels, chimiques et toxicologiques" - Parigi 1886 -. In questo lavoro, successivamente tradotto in

tedesco, il micologo constatava che gli avvelenamenti da funghi appartenenti al genere Amanita, erano dovuti a più sostanze velenose presenti in uno stesso carpoforo. Definì "bulbosina" quella che a suo parere era la più pericolosa. Questo studio, gli valse il premio Orfila conferitogli dall'Académie de Médecine.

Nel 1885, pubblicò, sul primo numero del B.S.M.F., "Nouvelle classification naturelle des Discomycetes carnus" meritandosi il premio Montagne. In questo lavoro e nel successivo, più importante, dal titolo "Histoire et classification des Discomycètes d'Europe" - Paris 1907 -, divise i Discomiceti nei due grandi gruppi Opercolati e Inopercolati, in funzione della deiscenza delle spore dagli aschi. Nei primi l'asco, si apre secondo una fessura circolare delimitante un opercolo che, sollevandosi lascia fuoriuscire le spore; nei secondi, la sommità si apre con un semplice foro causato dalla lacerazione apicale della struttura.

Tale classificazione, oltre a dare la possibilità di raggruppare in insiemi più naturali i diversi generi dei Discomiceti, consentiva, secondo il parere di Boudier, "distinguere a prima vista queste due divisioni così come si riconoscono, in fanerogamia, le "Monocotiledoni" dalle "Dicotiledoni" senza doverne verificare la germinazione.   

 

(5) Montagne Jean François Pierre Camille (1784-1866).

Nato a Vaudoy (Seine et Marne), rimase orfano all'età di 9 anni. Dovendo provvedere al suo sostentamento, a 14 anni si arruolò in marina nel corpo di spedizione che si recava in Egitto.

Al suo ritorno in patria, deluso della marineria, iniziò gli studi di medicina all'università di Parigi e, seguendo le orme paterne, si specializzò in chirurgia.

Nel 1806 entrò a far parte dell'armata del Re di Napoli come chirurgo. Nel 1819 tornò in patria e nel 1823 partecipò alla campagna di Spagna.

Montagne, oltre a studiare musica, greco e latino, s’impegnò con passione nello studio della botanica. Molte le regioni dell’America Centro Meridionale da lui visitate (Brasile, Cile e Antille). Di ogni zona osservava la flora, soprattutto quella relativa alle piante meno studiate, come i funghi e i licheni.

Allo studioso fu affidato il compito di studiare le collezioni delle crittogame raccolte durante i viaggi scientifici, organizzati dal governo francese, nelle colonie d’oltre mare.

Tra queste spedizioni si citano quella di Gaudichaud con la Bonite (1836-1837) e quella di Dumont d’Urville con l’Astrolabe e la Zelée (1837-1840). Le descrizioni degli specimen (alghe e funghi) dettero origine a più di 800 diagnosi che furono pubblicate, dal 1837 al 1860, negli Annales des Sciences naturelles con il titolo di “Centuries de plantes cellulaires”.

Nel 1830 fissò definitivamente la sua residenza a Parigi, continuando a interessarsi di crittogame. Dal 1860 però la sua vista ebbe un notevole abbassamento e fu costretto a non usare più il microscopio.

Membro di molte società scientifiche ed eletto presidente della Société Botanique de France, fu definito “padre della fitopatologia”.

Vero specialista della flora crittogamica delle regioni tropicali, é considerato un precursore sia per le accurate descrizioni, sia per la precisione con la quale conduceva le indagini microscopiche.

È l'autore di "Esquisse organographique e physiologique sur la classe des champignons" - Paris-1841 -.

Nel 1845 pubblicò una breve descrizione del fungo responsabile della “peronospora della patata” che lui chiamò “Botrytis infestans”.

Sembra che questa malattia abbia avuto origine nell’altopiano di Toluca in Messico.  

Diffusasi altrove, tra il 1845 e il 1849 distrusse quasi completamente la coltivazione della patata in Irlanda.

I campi sui quali erano coltivati questi tuberi che marcivano si trasformarono in distese maleodoranti.

Gli effetti furono devastanti. La carenza di questo alimento provocò la morte per fame di circa 1.300.000 persone e, negli anni successivi costrinse più di sei milioni di irlandesi ad emigrare.

La sua opera più importante è la "Sylloge generum specierumque cryptogamarum" - Paris 1856 -. In essa, i funghi fanno parte della "Classis secunda"; costituita da sei ordini, suddivisi secondo la configurazione dell'apparato imeniale.

In quest'opera sono contenute le descrizioni di 100 generi e 1700 specie tra cui numerosi funghi superiori.

Presso il Muséum, è conservato l'erbario di Montagne con 5 volumi, intitolati "Herbarium", che contengono le indicazioni relative a tutte le piante raccolte dopo il 1819 nel corso delle sue ricerche.

L'Accademia delle Scienze, della quale era diventato membro dal 1853, lo onora con il premio intitolato al suo nome, riservato ai migliori lavori di crittogamia.

 

Paolo Avetrani e Andrea Brunori