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Chlorophyllum venenatum (Bon) C. Lange & Vellinga 2008

 

Sinonimi

Macrolepiota venenata Bon (1979)

Macrolepiota rachodes var. venenata (Bon) Gminder (2003)
 

Pileo: 15 – 20 cm , convesso, non umbonato, presto appiattito, con orlo fimbriato. Rivestimento pileico, composto da una zona discale liscia ben delimitata. Squame brunastre irregolari disposte radialmente;

Lamelle: libere, separate dallo stipite per la presenza di un pseudo collarium, sottili bianche, arrossanti se toccate. Lamellule poco numerose;

Stipite: grigio-bruno, cilindrico, ingrossato alla base, liscio senza nessuna ornamentazione. La carne del gambo vira al rosso se sfregata o al taglio;

Anello:  mobile, doppio, biancastro e membranoso;

Carne: bianca, fragile. Virante al rosso al taglio. Odore fungino o di patata cruda. Sapore grato di nocciole;

Basidi: 30-40 X 10-12 micron claviformi tetrasporici;

Spore: polvere sporale bianca con spore ellittiche , lisce 9-11 X 6,5 – 7,5 micron con poro germinativo grande. Endosporio metacromatico;

Cistidi: Cheilocistidi clavati , capitati 30-50 X 15-20 micron;

Habitat: Cresce dall'estate all'autunno, nei prati, nelle radure dei boschi e nei coltivi, spesso anche in ambiente antropizzato.

Commestibilità: Tossico. Recenti studi ne hanno dimostrato la tossicità anche dopo cottura, causa sindrome gastroenterica anche se non costantemente.

 

Chlorophyllum rachodes (Vittadini) Vellinga 2002

 

Queste due specie sono molto somiglianti. Si differenziano per le squame del pileo che sono larghe, distanziate, regolarmente più o meno concentriche nella rachodes e disposte più irregolarmente nella venenatum. La carne è molto più soda nella venenatum. Anse di anastomosi assenti nella venenatum, presenti ma rare nella rachodes.

 

A. Brunori - P. Avetrani