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Pisolithus arhizus (Scopoli) Rauschert 1959

Sinonimi: 

Lycoperdon arhizon Scopoli 1787

Scleroderma tinctorium Persoon 1801

Pisolithus arenarius Albertini e Schweinitz 1805

Polysaccum pisocarpium Fries 1829

Polysaccun tinctorius (Persoon) Montagne 1840

Pisolithus tinctorius (Persoon) Coker e Couch 1928

Il genere Pisolithus appartiene alla famiglia delle Pisolithaceae Ulbricht 1928.

Funghi “angiocarpici” il cui corpo fruttifero è costituito da una “gleba”, massa fertile racchiusa da un involucro denominato “peridium”. In molte specie lo stesso si lacera a maturità, lasciando fuoriuscire la gleba più o meno pulverulenta.

Il fungo, semi ipogeo, è costituito da un corpo fruttifero di forma variabile, sub globoso o piriforme con un pseudo stipite, dall’interno sterile, ben infisso nel terreno. Alla base sono presenti dei cordoncini di micelio di colore giallo oro.

Il suo peridio è sottile, liscio, molto variabile nella sua colorazione che va dal giallo bruno al grigio nerastro. Esso si rompe irregolarmente alla sua sommità per consentire la fuoriuscita della gleba in via di disgregazione.

La gleba inizialmente carnosa è costituita da piccole celle più o meno rotonde, più grandi verso l’alto, divise da pareti in modo da formare dei “pseudoperidioli”. Questi, disposti in strati di colore diverso, in funzione del grado di maturazione delle spore, si risolvono in una polvere di colore marrone che matura a partire dall’alto verso il basso.

Spore di colore ocra marrone, subglobose 7 – 10 micron ornate da fitti aculei alti 0,5 – 1,5 micron.

La specie è termofila frequente principalmente nelle pinete litoranee dell’Italia meridionale su substrati sabbiosi. In Inghilterra ovviamente è molto raro. Il primo ritrovamento fu opera di Sowerby che lo chiamò Lycoperdon capsuliferum. L’epiteto tinctorius, inserito nella descrizione originale di Micheli come “Lycoperdon album tinctorium radice amplissima”, si riferisce al suo uso, continuo nel tempo, per tingere la lana. Ancora oggi gli abitanti delle isole Canarie lo impiegano per questo scopo.

 

Andrea Brunori