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Battarrea phalloides (Dickson) Persoon 1801

(Foto Massimo Puglia)

Il primo a descivere questo fungo fu James Dickson (1738-1822) direttore dei giardini annessi al British Museum, socio fondatore nel 1788 della Linnean Society di Londra. In "Fasciculus Plantarum Cryptogamicarum Britanniae, lo denomina Lycoperdon phalloides. 

Successivamente Persoon (1761-1836), nella Synopsis Methodica Fungorum del 1801, istituisce il genere Battarrea per ricordare il sacerdote riminese G.A. Battarra (1714-1789) e vi include la specie di Dickinson..

In questo genere la B. phalloides è quella considerata la "specie tipo".

Il fungo fu inserito nel gruppo dei Gasteromiceti, in quanto nella fase iniziale della sua trasformazione si trova racchiuso in un involucro "peridio" che gli conferice una forma globosa. Attualmente è inserito nella famiglia delle Tulostomataceae ordine Agaricales.

Corpo fruttifero: inizialmente ipogeo, con forma ovoidale avvolto dal peridio. Esso si lacera in due parti formando alla base una sorta di volva e consente al carpoforo di estendersi verso l'alto originando un pileo detto "capitulo" sulla cui superficie rimangono residui del peridio stesso. Il capitulo di forma semisferica, di piccole dimensioni fino a 7 cm di diametro, si presenta completamente liscio, di colore bianco nella sua parte inferiore, .

Gleba: si trova nella parte superiore del capitulo; a maturazione,da origine ad una polvere friabile di colore ocra carico.

Stipite: di colore ferrugineo. di forma cilindrica, allungato fino a 20 cm di altezza. Diametro circa 2 -3 cm, in genere profondamente infisso nel substrato. La sua superficie è ricoperta da grosse squame fibrose, che gli conferiscono un aspetto legnoso. 

Volva: residuo della lacerazione del peridio, alla base del gambo con consistenza gelatinosa, poi secca alla maturità, fragile e sottile, di colore bianco-biancastro.

Spore: subglobose 4-5 micron. Superficie verrucosa.

Elaterio: struttura a spirale che facilita la dispersione delle spore. Dimensioni 60-80 micron lunghezza 4-6 micron di diametro

Habitat: saprofita di zone aride, su terreno sabbioso-argilloso. Abbastanza rara ma rinviene negli stessi luoghi di crescita.

Note: non commestibile

Si ringraziano Ulderico Bonazzi  e  Massimo Puglia  per la loro amicizia e per aver dato la possibilità di eseguire questo studio.

Elateri

Spore

Carpofori sotto Cipresso

 

Andrea Brunori - Paolo Avetrani